• Perché le pagine di un libro sono come le vele per un vascello, e "nessun vascello c'è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane"
    (Emily Dickinson)
  • 18.11.14
    Fuori la critica, dentro il nuovo!

    È una realtà quasi unica nel suo genere che, a primo impatto, potrebbe sembrare in controtendenza
    eppure Paris Review, magazine dedicato alla letteratura pubblicato oltralpe, riscuote successo: 20 mila copie vendute, 500 mila visitatori online al mese e 400 mila followers su Twitter.
    Non sono numeri da capogiro ma per un magazine che pubblica racconti e poesie di (semi)sconosciuti sulla base del gradimento dello staff (ben 8 persone!) non sono trascurabili
    .

    Il magazine nacque nel 1953 col dichiarato intento di dare spazio scrittori e poeti emergenti e relegare la critica letteraria lì dove, secondo i fondatori, Harold L. Humes, Peter Matthiessen e George Plimpton, dovrebbe stare: sul retro della copertina. E la cosa ha funzionato. Sulle pagine di Paris Review hanno visto la luce alcuni tra i primi scritti di molte (all’epoca emergenti) pietre miliari della letteratura contemporanea: Beckett con estratti da Molloy tra le sue prime opere in inglese, Calvino, Jack Kerouac con il racconto breve "The Mexican girl".

    Ancora oggi sono queste le caratteristiche su cui puntano a Paris Review: scrittori e poeti emergenti, letteratura “locale”, criteri arbitrari di selezione delle proposte e…interviste a scrittori (spesso) di grosso calibro. Ma non le solite interviste, quelle che si possono ormai trovare ovunque, da Internet alle riviste di settore, ai quotidiani ma interviste “pensate”, un’altra alternativa alla critica. L’intervistato di turno, infatti, viene contattato e dopo aver risposto alle domande del suo interlocutore inizia, insieme all’editor, un lavoro di cesellatura, riscrittura, aggiustamento del pezzo che poi porterà alla pubblicazione di quello che il fondatore della rivista definiva “ un saggio in forma di dialogo sulla tecnica” nell’apposita sezione “Writers at work”.

    In ognuna delle quattro uscite annuali del magazine c’è anche uno sbirciatina al mondo dell’arte: oltre a pubblicare fotografie e disegni, i racconti più lunghi sono sapientemente illustrati.

    E allora se cercate un suggerimento ma siete stanchi delle critiche da premio…ecco dove trovarlo! http://www.theparisreview.org/ Buona lettura!

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