• Perché le pagine di un libro sono come le vele per un vascello, e "nessun vascello c'è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane"
    (Emily Dickinson)
  • 14.3.13
    Dal momento della sua elezione e dell'annuncio in Piazza San Pietro, si è subito scatenata la curiosità sul Papa argentino, poco noto alle cronache "mondane", tanto da non figurare nella rosa dei papabili. Abituata ai Papi precedenti, che hanno prodotto pagine e pagine di scritti mi sono chiesta: "Avrà scritto qualcosa anche lui, o dovremo aspettare la sua prima enciclica?"

    Oltre ai gesti grazie ai quali sta già guadagnando la simpatia di molti, che lo ritraggono in metropolitana o nelle favelas di Buenos Aires, il Papa ha già dato prova delle sue doti letterarie con un libro, edito mel 2010, scritto a quattro mani con il rabino Abraham Skorka, rettore del Seminario Rabinico Latinoamericano.  Il libro, intitolato "Sobre el cielo y la tierra", edito in lingua spagnola, racchiude une serie di conversazioni tra due dei massimi esponenti religiosi dell'America Latina, su temi importanti, cari ad entrambe le fedi religiose. Si discute di fondamentalismo, di atei, di capitalismo. Ancora, di omosessualità, di comunismo, della questione israelo-palestinese, del diavolo. Temi importanti dunque, che vengono affrontati da due posizioni diverse e discussi, tenendo sempre presente il filo conduttore che ha spinto i due autori a questo dialogo: la cultura dell'incontro, ricordata dall'allora cardinale Bergoglio nella sua introduzione.

    E chissà che questa cultura dell'incontro non sia anche una delle linee guide del pontificato di Francesco!

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