• Perché le pagine di un libro sono come le vele per un vascello, e "nessun vascello c'è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane"
    (Emily Dickinson)
  • 27.2.13
    A quasi 40 anni dalla scomparsa, riaperte le indagini sulla morte di Pablo Neruda, il poeta che con la sua arte sconfisse la dittatura


    La notizia è di qualche giorno fa: la salma di Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto, noto al mondo come Pablo Neruda, pseudonimo scelto in onore di Jan Neruda, poeta e scrittore cecoslovacco, sarà riesumata a 40 anni dalla morte. Dopo due anni di accuse infatti, un giudice cileno ha deciso di riaprire il caso della morte del Premio Nobel per la Letteratura nel 1971, per cercare finalmente di accertarne le cause.
    Cosa successe davvero il 23 settembre 1973 in una clinica di Santiago del Cile?
    Le notizie ufficiali parlano di cancro ma, secondo l’autista di Neruda, furono gli uomini del dittatore Pinochet a praticare una iniezione letale al poeta. Perché Neruda era un personaggo scomodo per il Cile di quegl'anni. Accanto al Neruda dell’eros infatti, c’è il Neruda “politico” che ai comizi delle elezioni in cui era candidato leggeva le sue poesie e denunciava il dolore provocato dagli uomini, dalla distruzione della guerra e dalla malvagità in genere. Neruda fu sostenitore del Partito Comunista cileno, del socialista Salvador Allende, per favorire il quale si ritirò dalla corsa alle presidenziali del 1970, e amico di Che Guevara.

    A causa della sua opposizione al governo fu costretto all’esilio in Italia, a Capri, come ricordato nel famoso film "Il Postino" con Troisi e Noiret. Nella sua autobiografia, pubblicata postuma dall’ultima moglie, Neruda denuncia aspramente le brutture della dittatura.

    Nonostante le sue opere fossero state proibite dalla dittatura di Pinochet, ai funerali del poeta partecipò una folla immensa che sfidò i militari e sfilò silenziosamente in onore dell’uomo che aveva cantato i valori, i principi e i desideri di pace e uguaglianza del popolo cileno. L’episodio, ricordato anche in un passo de “La casa degli Spiriti” di Isabel Allende, fu uno dei primi episodi di opposizione al regime.

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